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La nuova finanziaria e i nostri investimenti

La nuova finanziaria è la manovra che affronta e risolve i problemi dell’Italia? Neanche per sogno. Come sempre si aggiungono nuove promesse senza mai dire come si finanziano: si dice cosa si vuole dare, mai dove si vuole prendere. Una pratica sempre utilizzata in Italia da destra, centro e sinistra. Un modo sicuro per cercare voti senza perderne e per creare altri problemi invece di risolvere quelli che ci sono già. E malgrado ciò i mercati stavolta potrebbero accoglierla bene.
Ecco, i mercati. Una parola che ho sempre detestato. Detta così sembrano essere dei poteri alieni, occulti che brigano per mettere i bastoni tra le ruote, guidati da inconfessabili intenti. Quando parliamo di debito pubblico, i mercati sono l’insieme di persone, di società, di fondi d’investimento, di fondi pensione ecc. che decidono se finanziare un pezzettino del nostro debito. Cosa vogliono in cambio? Ricevere regolarmente un interesse e la sicurezza che alla scadenza il debito sarà ripagato, in euro – che è una moneta forte – e non in lirette.
Oggi non si sta più discutendo di guerreggiare con l’Europa, di fantasiosi minibot, di interviste rilasciate da economisti influenti circa possibili uscite dall’euro. E questo forse basterà a fare la differenza fra ieri e oggi.
I tassi di interesse in Europa sono spesso negativi – una vera aberrazione, ma così è – e dunque il quasi 1% che l’Italia paga sui titoli a dieci anni può sembrare un buon affare a molti investitori che non vogliono prestare soldi in perdita… forse preferiranno lo 0.8% dell’Italia rispetto allo 0.1% della Spagna e al -0.6% della Germania.  Se le cose andassero così, lo spread dovrebbe continuare a scendere nei prossimi mesi, fino a portare vicino allo zero anche i rendimenti dei nostri BTP decennali. Chi li acquisterà ora potrà sfruttare una bella risalita del loro prezzo per poi magari rivenderli fra qualche tempo.

Scritta il 08/10/2019