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Nereo Rocco: un maestro, non solo nel calcio

Credo che molti appassionati di calcio ricordino Nereo Rocco, “el pàron”, grande allenatore del Padova e poi del Milan di Rivera e Altafini. Conquistò degli scudetti e portò per primo in Italia due Coppe dei Campioni e una Intercontinentale.  Fu un rivoluzionario: inventò il ruolo del libero, un modello che fu adottato per decenni dal mondo intero. Insomma era un grande, che nel suo mestiere la sapeva lunga.

Un giorno qualcuno gli domandò cosa servisse per costruire una squadra vincente. Rispose in un misto di italiano e dialetto triestino qualcosa che suonava così: “in porta uno che le prende tutte, un assassino in difesa, un genio a centrocampo, davanti un ragazzo che la sa buttar dentro. E poi sette che corrono”. Per modestia dimenticò di dire che serviva anche un grande tecnico per sceglierli e farli diventare una squadra. Credo che nessuno abbia mai dato una sintesi più perfetta del gioco. Le funzioni sono esplicitate: portiere, difesa, centrocampo e attacco. In ogni reparto c’è qualcuno che deve eccellere. Qualcuno, non tutti, perché anche i sette che corrono – i gregari – sono essenziali per l’equilibrio, sono il collante della squadra.

Perché parlare di calcio in un sito di finanza? Bene, ho sempre pensato che quella definizione fosse perfetta per descrivere come costruire degli ottimi portafogli. Immaginiamo che i reparti siano le grandi asset-class.

La difesa. Sono i titoli obbligazionari: non ci aspettiamo da loro i fuochi d’artificio, li mettiamo per dare solidità al portafoglio, per difenderlo quando l’avversario (i mercati) diventa aggressivo. A volte, quando i mercati sono calmi, tendiamo a sguarnire la difesa, ma poi rischiamo di prendere gol in contropiede: le grandi perdite di solito arrivano improvvise.

L’attacco. Sono i titoli azionari: è con loro che si fanno i bei risultati… ma è pericoloso costruire una squadra solo con l’attacco.

Il centrocampo. Sono i bilanciati, i flessibili, gli strumenti decorrelati. I gestori di questi strumenti hanno un ruolo chiave. Dalla loro abilità nel saper fare profitti e arginare le difficoltà dipende una buona fetta della performance a lungo termine.

Infine c’è il portiere, l’ultimo baluardo quando le altre difese hanno ceduto. Io credo che sia l’oro: quando i mercati vanno sembra che non serva, ma nel momento delle vere difficoltà entra in gioco e siamo contenti di averlo in squadra.

Conclusione. Il vostro portafoglio rispetta le regole di Rocco? Le asset-class sono tutte presenti e ben equilibrate in rapporto alla fase del mercato? Avete scovato e inserito il “fuoriclasse”, lo strumento che non può mancare in ciascuna asset-class? O forse avete troppi fuoriclasse e mancano gli strumenti che sono essenziali per garantire diversificazione ed equilibrio a tutto il portafoglio? E infine, avete trovato il vostro tecnico, quello che sa costruire e gestire la squadra vincente?

 

Scritta il 02/09/2019